giovedì 15 gennaio 2015

Wangiri, truffa telefonica: attenzione alle chiamate con prefisso 373

L'ultima truffa telefonica si chiama "Wangiri" o "PingCall". L'allarme lo ha lanciato, con una nota postata nella propria pagina Facebook, la Questura di Vicenza. Tutto comincia con una chiamata sul proprio cellulare proveniente da un numero sconosciuto che con tutta probabilità comincia con il prefisso 373, ovvero quello della Moldavia. La chiamata dura poco più di uno
squillo, prima che cada la linea. Perché lo scopo dei truffatori è quello di farsi richiamare. Telefonando a quel numero qualcuno risponderà ma si sentiranno solo suoni confusi, qualcosa di simile all'audio di un film porno, mentre sul telefonino vengono addebitati 1,50 euro ogni 10 secondi. I truffatori in questione sono dotati di un computer in grado di contattare contemporaneamente migliaia di numeri telefonici casuali in tutto il mondo (motivo per il quale in molti, causa fuso orario differente, hanno ricevuto la chiamata incriminata anche in piena notte). Per riavere il credito rubato occorre procedere con una vera e propria denuncia. La soluzione dunque è non rispondere alle chiamate da un numero non in rubrica che cominci con 373 e non richiamare. In generale, mantenere una certa diffidenza verso numeri e chiamate sospette, almeno finché l'allarme non sarà rientrato. Per riavere il credito rubato occorre procedere con una vera e propria denuncia. In passato si sono verificate truffe simili, quelle attuali sono delle evoluzioni: i consumatori venivano indirizzati a un numero a pagamento.

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