venerdì 28 marzo 2014

Spending review: Adiconsum contraria a tagli verso la Polizia Postale

"Nell'era digitale la decisione di tagli verso la Polizia Postale impone una riflessione importante sulla sicurezza dei cittadini", dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale Adiconsum, è contraria a tagli che riguardino i comparti più innovativi della Polizia di Stato. Gli impegni assunti con l'avvio dell'agenda digitale mostrano che la sicurezza digitale è una sfida centrale per il Paese". Per Giordano, insomma "i numeri parlano chiaro: la vendita di strumenti digitali non conosce crisi, il commercio elettronico mostra continui segnali in positivo e sempre più sono i servizi venduti ed offerti on line. Accanto a questi numeri, purtroppo, annoveriamo anche un aumento dei fenomeni legati all'uso inappropriato della Rete quali pedopornografia, contraffazione, Cyber bullismo e truffe on line. Lo sviluppo della Rete va di pari passo con la sicurezza che questa è in grado di garantire a cittadini e consumatori - prosegue Giordano - La sicurezza passa inevitabilmente per le azioni della Polizia Postale, considerata all'avanguardia in Europa per risultati conseguiti, capacità di indagine ed utilizzo di strumenti innovativi e avvertita dai cittadini vicina per l'importante attività di controllo, verifica ed indagine svolta sulla Rete. La Polizia Postale - conclude Giordano - non va quindi "tagliata" ma, piuttosto, incrementata. Il risparmio nel comparto sicurezza si raggiunge riorganizzandolo, prevedendo una maggiore collaborazione fra le varie Forze di Polizia, evitando doppioni e creando un unico polo dedicato alla sicurezza digitale. I giusti tagli della Pubblica Amministrazione non sono quelli che portano il Paese indietro nel tempo, ma quelli in grado di garantire sviluppo ed innovazione del Paese".

Fonte: Adiconsum

mercoledì 26 marzo 2014

Roma: annuncia suicidio su social network, salvata da Polizia postale

Una delusione d'amore forse alla base dei motivi che hanno spinto una donna di Modena a tentare il gesto estremo. E' stata un'utente residente a Roma che nella notte di martedì 25 marzo, poco dopo le 2, dopo aver letto l'annuncio del suicidio sul diario del profilo di un noto social network (Facebook ndr.) di un suo contatto, ha deciso di avvisare il centralino della Polizia Postale. Gli agenti in servizio al Compartimento di Roma, hanno immediatamente fatto scattare degli accertamenti per verificare le informazioni del profilo e per valutare l'attendibilità del post. Sono quindi riusciti a localizzare l'utilizzatrice del profilo attraverso un suo parente ed hanno informato la Centrale Operativa della Questura di Modena che ha inviato sul luogo segnalato i poliziotti e gli operatori del 118. Quando hanno raggiunto l'abitazione, hanno trovato la donna con i polsi tagliati e sanguinanti, ma ancora viva. Dopo i primi soccorsi avvenuti in loco, è stata trasportata presso la più vicina struttura ospedaliera. Da una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia l'origine del gesto sarebbe riconducibile a ragioni sentimentali. Nel corso degli ultimi tre mesi sono state circa una decina le segnalazioni pervenute presso il Compartimento di Polizia Postale di Viale Trastevere.

Via: AGI

domenica 23 marzo 2014

Palermo: video hot di studenti su WhatsApp e chat, aperta inchiesta

La Polizia postale ha aperto un'indagine su alcuni video girati con gli smartphone che ritrarrebbero alcuni studenti di un liceo linguistico e di un liceo artistico palermitani che fanno sesso. I filmini, che sono stati consegnati da alcuni genitori alla Polizia postale, girano da alcuni giorni su WhatsApp e chat. Gli adulti sono preoccupati per i figli che potrebbero

sabato 15 marzo 2014

Napoli, ragazzino si finge pedofilo su Fb e scatena il panico a scuola

Ha scatenato il panico in molte sue compagne di scuola e nei loro genitori inviando, attraverso social network e chat sul telefonino, messaggi dal contenuto scabroso che, diceva, erano a lui giunti da un presunto pedofilo che chiedeva di approcciare alcune sue compagne di classe. Grazie alla denuncia di una madre che si è rivolta alla Polizia, però, gli agenti del Commissariato di Nola (Napoli) hanno svolto una serie di indagini appurando che, dietro a quel presunto pedofilo, si nascondeva un ragazzino di appena 11 anni. Che, per rendere ancora più veritieri quei messaggi inviati via chat sui telefonini delle sue compagne di classe, aveva attivato anche un falso profilo Facebook con tanto di foto di un uomo (completamente estraneo alla vicenda). Il ragazzino aveva fatto credere che anche lui era stato contattato dall'uomo che chiedeva rapporti sessuali con i minori e paventava rapimenti. Il tempismo dei poliziotti nello svolgere le indagini, anche di natura tecnica, ha consentito di scoprire quanto realmente stava accadendo restituendo serenità sia dalle compagne di classe dell'undicenne che ai loro familiari, che stazionavano con più frequenza all'esterno dell'istituto scolastico nell'attesa di scorgere persone sospette.

Via: Adnkronos
Foto dal web

venerdì 7 marzo 2014

Ragazza si uccide in diretta in webcam, un falso video per una truffa

Dall'invito a guardare un "video choc", si finisce su un sito che offre false proposte di lavoro e che, con qualche clic, rischia di fare cadere il navigatore in una truffa telematica. È ciò che ha scoperto la Polizia delle Comunicazioni di Bologna, nel corso delle attività di controllo sulle varie piattaforme di social network: Facebook, Twitter, Ask.fm e Google Plus. Gli investigatori
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