lunedì 24 giugno 2013

Clonavano carte di credito e bancomat, fermata una gang di romeni

Sette romeni che clonavano carte di credito a Genova, Imperia e nel Torinese sono stati scoperti dalla Polizia postale, coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico. Tutte sono state raggiunte da misure cautelari. La banda, con skimmer posti su sportelli di banche e poste carpiva i codici delle carte e li clonava. I colpi hanno fruttato decine di migliaia di euro. I sette sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a commissione di frodi e clonazione di carte e bancomat. Lo skimmer è un dispositivo che cattura i codici contenuti nella banda magnetica con la semplice "strisciata" della carta bancomat o di credito. Non ha una forma standard: può essere piccolo quanto un pacchetto di sigarette oppure di dimensioni più grandi; può essere auto-alimentato con batteria; può arrivare ad immagazzinare, tramite una memoria eprom, diverse decine di bande magnetiche (i dati di oltre 200 carte di credito); viene collegato a un PC, munito di un programma di gestione per bande magnetiche, con il quale si trascrivono i dati, presi illecitamente, su una carta vergine con le caratteristiche di una carta di credito/bancomat. Per appropriarsi del codice PIN dei bancomat, invece, i truffatori utilizzano generalmente una microtelecamera nascosta.

Fonte: ANSA

Esami di Stato, attenzione a bufale e truffe che circolano su internet

Ogni anno, Marco Valerio Cervellini, responsabile per la Polizia postale di progetti di educazione alla legalità e navigazione internet sicura dei minori, attraverso una serie di iniziative entra a contatto con migliaia di studenti, rispondendo a loro domande che riguardano il web e, nel particolare, gli esami di maturità. Siti specializzati e social network sono

martedì 11 giugno 2013

Phishing, tag automatici su Facebook rimandano a falsa pagina login

Prestate attenzione ad un nuovo attacco phishing su Facebook. Potreste essere "taggati" inconsapevolmente da un vostro amico che è caduto nella trappola. Nel post che si stanno diffondendo in queste ore si legge testualmente: "volete il vostro facebook colorato?? aggiungere piu di 5.000 membri al vostro gruppo o tra le vostre amicizie con piu di

venerdì 7 giugno 2013

Pedofilia online, Associazione Meter denuncia 440 profili su Facebook

Nuovo colpo alla pedopornografia online da parte dell'Associazione Meter Onlus: segnalati ieri 440 profili di Facebook con materiale riguardante minori coinvolti in atteggiamenti sessuali espliciti. Profili (da tutto il mondo, con particolare attenzione dall'America Latina) con chiara dicitura che invitavano a caricare immagini di bambini tra i 12 e i 14 anni, pagine che promuovevano la pedofilia come "normale". E' la prima volta che viene effettuato uno screening - durato poco più di un ora - sulla piattaforma Facebook e che volontari di Meter (italiani, argentini e brasiliani) dell'OSMOCOP (Osservatorio Mondiale contro la pedofilia di Don Fortunato di Noto) che in questo modo hanno potuto scoprire una rete molto ramificata di soggetti che producono e divulgano materiale pedopornografico e rivendicavano la liceità di queste abominevoli azioni a danno dei minori. Dal 2010 al 2012 sono più di 2000 i profili pedofili segnalati nelle piatteforme dei social network. La denuncia è stata immediatamente segnalata da Meter alla Polizia postale e delle comunicazioni, compartimento Sicilia Orientale di Catania che ha avviato la procedura di verifica, indagine e approfondimento delle segnalazioni.

Fonte: TMNews

domenica 2 giugno 2013

Treviso, hacker bloccano computer di un albergo: vogliono 50mila $

Un potente attacco degli hacker ha mandato completamente in tilt, poche settimane fa, il sistema di prenotazione di un noto albergo trevigiano: ignoti sono riusciti, attraverso un virus, a crittografare completamente il programma in uso ed hanno poi chiesto, via e-mail, una sorta di riscatto ovvero 50mila dollari per il ripristino. E' un intricato giallo su scala internazionale quello su cui sta indagando in questi giorni la polizia postale di Treviso: la richiesta di denaro arriva, attraverso altri server che fanno da "testa di ponte", da un indirizzo Ip indonesiano. Il sabotaggio, ora fortunatamente riparato, ha causato gravissimi disagi all'hotel vista l'impossibilità di gestire per via telematica le prenotazioni delle stanze. Questo è solo uno degli ultimi crimini informatici con cui ha avuto a che fare la Polizia Postale. Un fenomeno sempre più diffuso, difficile da combattere, considerata l'evoluzione dei sistemi informatici. A livello regionale è emerso un altro clamoroso caso che ha interessato un'azienda manifatturiera del veronese che a causa di un virus informatico è stata costretta a chiedere per due settimane la cassa integrazione per i suoi 200 operai. I due casi sono emersi nel corso della seconda tappa del Forensics Roadshow 2013.

Foto dal web
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