domenica 28 aprile 2013

Pedofilia: Polpost arresta in flagranza 36enne in provincia di Catania

La Polizia Postale di Catania ha arrestato in flagranza un uomo di anni 36 residente in provincia di Catania per il reato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico. L'uomo è, accusato di atti sessuali con minore. L'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Catania, è stata avviata a seguito di una sospetta assidua frequentazione di un dodicenne, sia presso l'esercizio commerciale ove l'arrestato lavorava come commesso, sia in luoghi pubblici durante il tempo libero. Le intercettazioni, i pedinamenti e le successive perquisizioni disposte dai pm Marisa Scavo e Lina Trovato, hanno consentito di accertare che l'arrestato aveva compiuto atti sessuali con il minore e, in talune delle occasioni aveva fatto delle foto al minore stesso con il proprio cellulare. Le immagini erano state quindi archiviate sul proprio pc nel quale la polizia, nel corso della perquisizione informatica, ha rinvenuto anche numerosi video pedopornografici, verosimilmente scaricati da internet attraverso i noti software di file sharing. Nel corso della perquisizione domiciliare, inoltre, l'indagato è stato trovato in possesso di numerose armi. Il gip del Tribunale di Catania ha convalidato l'arresto, emettendo un'ordinanza di custodia in carcere.

Foto dal web

mercoledì 17 aprile 2013

Sequestrati 27 siti internet di download film per violazione copyright

Gli indirizzi Web di veri e propri giganti del download di film sono stati sequestrati su ordine della magistratura capitolina dalla polizia postale che ha trasmesso il provvedimento giudiziario a tutti i gestori di server presenti in Italia. L'ordinanza del gip Massimo Di Lauro comprende siti come nowvideo, videopremium, rapidgator, bitshare, cyberlocker e altri. La lista comprende 27 portali nazionali e internazionali. Gli accertamenti hanno preso spunto dalla denuncia di un piccolo distributore italiano, sottoscritta dalla società nello scorso novembre,  rispetto alla violazione del copyright che aveva riscontrato sulla rete relative a un film d'animazione uscito nelle sale italiane nel novembre dello scorso anno, "Un Mostro a Parigi". L'avvocato Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito, esperto di diritto penale di internet, che è punto di riferimento dei provider italiani, ha detto: "La società denunciante avrà naturalmente le sue buone ragioni, e, così naturalmente il magistrato che ha emesso il provvedimento, ma ci si chiede il perchè 27 portali mondiali nella loro interezza, con milioni di files anche privati, che raggruppano milioni e milioni di utenti siano stati resi inaccessibili a milioni di cittadini italiani, per un solo cartone animato".

Via: TMNews

lunedì 15 aprile 2013

Palermo, diffondeva video pedopornografici online: arrestato 56enne

La polizia di Palermo ha arrestato un disoccupato di Caltanissetta di 56 anni, sorpreso a diffondere online materiale pedopornografico, con video di raccapriccianti violenze sessuali nei confronti di bambini in tenerissima età, alcuni dei quali addirittura infanti. Le indagini sono scaturite da una segnalazione giunta mesi fa da un ufficio di polizia postale della Lombardia che, nel corso di una perizia informatica conseguente l'arresto di un pedofilo, aveva evidenziato delle sessioni di chat a sfondo pedopornografico con diversi utenti, per i quali si è reso necessario procedere ad ulteriori approfondimenti. Dalle indagini degli investigatori della polizia postale di Palermo, le forze dell'ordine sono risalite al luogo da cui il pedofilo si connetteva ed effettuava le sessioni di chat e scaricato il materiale pedopornografico. Alle osservazioni informatiche sono seguiti i tradizionali pedinamenti e appostamenti, al fine di accertare le abitudini e le frequentazioni dell'uomo. Nel computer dell'arrestato sono stati trovati circa 1.400 file di video e foto con le immagini degli abusi sessuali. Sono in corso ulteriori indagini per risalire agli autori del materiale pedopornografico.

Fonte: TMNews
Foto dal web

martedì 9 aprile 2013

Aveva 30.000 file pedopornografici, arrestato operaio nel bolognese

Un operaio di 45 anni, di cui sono state rese note soltanto le iniziali, M.M., residente in provincia di Bologna, è stato arrestato dalla Polizia Postale dell'Emilia Romagna con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico: durante una perquisizione domiciliare - l'uomo viveva in casa con i due anziani genitori - sono spuntati oltre 30.000 file di questo tipo, con immagini di adolescenti ma anche di bambini in tenerà età. L'uomo si era procurato il tutto tramite un accesso a vari circuiti di file-sharing di materiale multimediale a carattere pedopornografico: numerosi gli utenti che avevamo fatto accesso agli spazi web, scaricando poi le immagini. L'operaio, che ha anche precedenti per molestie a carico di un minore, è stato arrestato in flagranza lo scorso 27 marzo. L'arresto, reso noto solo ieri, è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari di Bologna Andrea Santucci. Le indagini erano partite da una segnalazione della Polizia belga sulle divulgazioni delle immagini attraverso i canali di file-sharing. Tra queste le reti Kad/Ed2k di Emule e la rete BitTorrent o altri sistemi come  i canali Internet Relay Chat (Irc), che permettono di  raggiungere velocità di scaricamento sempre molto elevate.

Fonte: AGI
Via: Resto del Carlino
Foto dal web

mercoledì 3 aprile 2013

Conegliano: offende Presidente Napolitano su Fb, rischia fino a 5 anni

Ha insultato il capo dello Stato su Facebook e per questo è stato indagato per il reato di offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica. Come riporta il Corriere del Veneto, rischia di costare caro a D.B., 35enne di Conegliano (Treviso), un post scritto sulla pagina di un gruppo del famoso social network, per manifestare tutto il proprio dissenso nei confronti di Giorgio Napolitano. Uno stralcio dell'inchiesta avviata dalla Procura di Firenze e dalla Polizia Postale del capoluogo toscano è arrivato a Treviso e per l'indagato si profila la richiesta di rinvio a giudizio. Per l'indagato che, attraverso il suo avvocato Francesco Serafin sta per depositare una memoria difensiva, si profila quindi il probabile processo e il rischio di una pesante condanna. La pena prevista per il reato di offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (art. 278 c.p.), è infatti stabilita da un minimo di uno ad un massimo di cinque anni di reclusione. "Quella del mio cliente è stata una leggerezza - commenta il difensore Francesco Serafin -. Su quella pagina ha lasciato un unico post, preso dal momento e senza riflettere. Per quell'unico errore, ora rischia una condanna che pare spropositata se paragonata a quelle per una comune diffamazione".

Via: Corriere del Veneto
Foto: Wikipedia

lunedì 1 aprile 2013

Nuoro, lista dei liceali gay su Facebook: indagini della Polizia Postale

La Polizia Postale ha avviato le indagini per identificare gli autori degli insulti omofobi apparsi sulla pagina Facebook "Spotted: Asproni Nuoro", nata per fare incontrare gli studenti del liceo classico Giorgio Asproni di Nuoro e trasformatasi dopo poco in veicolo di messaggi offensivi e discriminanti con la pubblicazione di una lista di nomi e cognomi di ragazzi ritenuti omosessuali seguita da insulti.. "L'intolleranza non deve essere accettata per nessun motivo", ha affermato Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi. "Siamo convinti - ha proseguito - che il problema sia culturale di tutto il Paese, per questo c'è forte necessità d'impegnarsi, cose del genere non devono ripetersi". "Le scuole dovrebbero essere luoghi di inclusione e crescita, spazi dove educarsi a una cultura democratica che consideri le differenze una ricchezza e non una minaccia", ha dichiarato Carmen Guarino, dell'Uds. "Positiva è senz'altro la reazione, immediata, della scuola e del preside; serve contrastare però quotidianamente il fenomeno dilagante del bullismo omofobico e lesbofobico e una cultura che giustifica e istiga alle discriminazioni", ha dichiarato Sergio Lo Giudice, senatore del Pd ed esponente della comunità Lgbt.

Fonte: Adnkronos
Via: La Stampa
Foto dal web
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